IL SALUTO DELL’AVV. GIANLUIGI IANNICELLI PRESIDENTE SEZIONE ROMA
Fin da da piccolo ho saputo cosa fosse “la Campagna di Russia della seconda guerra mondiale” . Ciò è naturale perché da sempre la mia famiglia mi ha parlato di mio padre, capitano pilota caduto su quel fronte nel dicembre 1941, instillandomi l’amore per lui,la fierezza di essere suo figlio. Con il passare, del tempo la mia ricerca di lui, prima impossibile per le condizioni politiche interne ed internazionali, specialmente dopo l’apertura fra Italia e Unione Sovietica a seguito del decisivo colloquio fra il nostro presidente Francesco Cossiga ed il suo omologo Gorbaciov del dicembre 1989, si è finalmente potuta concretizzare.Tale vicenda ha determinato in me un cambiamento: un interesse personale e intimo si è trasformato in un sentimento commosso e corale che si rivolge a tutti coloro che hanno partecipato a quei fatti d’arme. Mi sono recato due volte sui luoghi che videro le gesta di nostri soldati, ho assistito a riesumazioni delle loro spoglie, partecipato ad incontri commoventi, il cui ricordo rimane in me incancellabile, conosciuto persone con le quali ho instaurato rapporti di vera amicizia.Ciò ha contribuito a farmi comprendere che tutti quei nostri compatrioti, noti o no, che da laggiù, dal fronte russo, non sono tornati, sono per sempre fermi nella loro giovinezza, mentre la nostra vita continua nel tempo che scorre inesorabile e questo sentimento , consolidandosi, me li fa ormai sentire, tutti, come figli, anche mio padre, scomparso a 29 anni, ad un’età che mia figlia ha ormai superato.
A questo sentimento personale, affettuoso e riconoscente per “loro”, e sono circa centomila, fa purtroppo riscontro la totale, o quasi, ignoranza di questi fatti della nostra storia recente, nella quale vengono tenuti gli italiani, specialmente i giovani, anche fra i più acculturati. E’ come se fosse scomparsa la popolazione di una città capoluogo di provincia, ma tale constatazione non scuota più di tanto la coscienza nazionale! Molta responsabilità di ciò è da ascriversi alla politica, che vuole imporre per i suoi fini, enfatizzazioni, silenzi e anche ostracismi, tali da determinare l’oblio e quindi una seconda morte per tutti questi nostri fratelli.
La creazione di questo sito, dovuta all’affetto fraterno, all’entusiasmo e alla passione di Edoardo Spampinato e aperto a tutti, contribuirà, con imparzialità e serenità, a scuotere la sensibilità di molti e a modificare così questa triste realtà. Era una necessità sentita e, per fortuna, è arrivata l’opportunità di farvi fronte!
Gianluigi Iannicelli Presidente Sez. UNIRR Roma
L’UNIONE NAZIONALE ITALIANA REDUCI DI RUSSIA
fu costituita in data 9 agosto 1946 a Roma, presso lo studio del Notaio Dott. Ignazio Arcuri, da reduci della Campagna di Russia, fra cui ex-prigionieri appena rimpatriati, che ne diventarono il cuore pulsante.
L’attività dell’U.N.I.R.R. ha avuto fin dall’inizio l’obiettivo di fare piena luce sulle vicende dell’ARM.I.R. (Armata Italiana in Russia) e sulla sorte dei militari che ne facevano parte, con particolare riguardo ai circa 90.000 Caduti e Dispersi.
Gli scopi che si prefiggeva riguardavano:
la ricerca di notizie sugli Italiani scomparsi in Russia durante il conflitto;
la ricerca e il rilevamento dei cimiteri di guerra, per il rimpatrio dei resti dei Caduti;
la valorizzazione dei sacrifici compiuti dai Combattenti e le onoranze ai Caduti;
le iniziative per fare conoscere e raccontare la Campagna di Russia in genere e in merito ai singoli episodi.
L’U.N.I.R.R. si è battuta per decenni al fine di ottenere dal governo russo la possibilità di riportare in Italia le salme dei Caduti e – dopo la simbolica consegna del “Soldato Ignoto” avvenuta il 2 dicembre 1990 a Redipuglia alla presenza del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, con successiva inumazione nel Tempio di Cargnacco (UD) – nel 1991 sono iniziate a opera del Ministero della Difesa – attraverso il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti (ONORCADUTI) – le esumazioni dai cimiteri campali di Russia e Ucraina, che hanno permesso il rientro in Italia di migliaia di salme di Caduti noti e non identificati.
In quegli stessi anni la scomparsa dell’Unione Sovietica e il conseguente nuovo corso della storia russa hanno fatto sì che, dagli archivi fino ad allora secretati, venissero consegnati a ONORCADUTI elenchi in cirillico con i nominativi dei prigionieri di guerra (mescolati per nazionalità e senza distinzione fra deceduti e non). È iniziato così un lungo e difficile lavoro di traslitterazione, al quale l’U.N.I.R.R. ha attivamente partecipato nelle persone dei reduci dott. Carlo Vicentini e dott. Paolo Resta.
Un aspetto significativo del lavoro svolto dall’U.N.I.R.R. è rappresentato dal sostegno alle famiglie dei Caduti, nella loro disperata ricerca di notizie sul loro congiunto.
Da sempre l’U.N.I.R.R. organizza manifestazioni e cerimonie in memoria dei Caduti in tutta Italia e partecipa alle diverse commemorazioni attraverso la Presidenza Nazionale e le Sezioni locali.
Per la sua tenace e indefessa attività, nel 1996 l’Associazione ha ricevuto dal Comune di Milano due prestigiose onorificenze: la MEDAGLIA D’ORO DI BENEMERENZA CIVICA e l’AMBROGINO D’ORO, massimo riconoscimento milanese.
Oggi l’U.N.I.R.R. vuole ancora tenere viva la memoria dei Reduci e dei Caduti sul Fronte Russo, nel ricordo delle indicibili sofferenze vissute non solo al fronte, ma anche dalle famiglie che – a casa – aspettarono con ansia (e troppo spesso inutilmente) il ritorno dei propri cari.

